Ti profili
Tempi, budget, zona, chi abita, lavoro, esigenze. Un minuto, dal telefono.
Cerco casa
Gestiamo oltre 90 immobili affittati tra Flex, 3+2 e 4+4 (settembre 2026): quello giusto per te può liberarsi tra una settimana o tra un mese. Il modo migliore per non perderlo è dirci ora cosa cerchi.
Ogni volta che una casa si libera la incrociamo con i profili già compilati: se è coerente con il tuo, ti avvisiamo prima che finisca sui portali.
Passo 1 di 6
Tempi
Il primo passo non è chiamarci. È profilarti bene.
Tempi, budget, zona, chi abita, lavoro, esigenze. Un minuto, dal telefono.
Senza rumore di fondo: ti diciamo con sincerità cosa possiamo fare.
Ogni volta che una casa si libera la incrociamo con i profili. Se è coerente con il tuo, ti chiamiamo noi.
Visita anche da remoto quando serve, documenti chiari, consegna della casa documentata, con le foto di com’era.
Non devi saperlo prima: il profilo la deduce dai tuoi tempi. Se vuoi capire le differenze, sono spiegate in una pagina sola.
Le abbiamo scelte leggendo le richieste che ci arrivano. Dove c’è un numero viene dai nostri contratti dal 2024 a oggi, o da una norma che puoi controllare.
No: sono quelle che si stanno liberando. Ne abbiamo in gestione più di novanta affittate, e ogni scheda dice da quando la casa è libera, spesso fra qualche mese. Quando una casa sta per liberarsi la proponiamo prima a chi ha un profilo coerente, poi va sul sito e sui portali. Il profilo è il modo per arrivarci prima.
Due o tre mesi prima della data in cui ti serve la casa, e anche prima se arrivi d’estate o d’autunno: nel 2024 e nel 2025 metà dei nostri contratti con privati è cominciata fra luglio e ottobre, con ottobre e settembre in testa. Le schede escono anche con molti mesi d’anticipo, quindi guardarle adesso non è presto.
Sì. Alcune schede hanno il tour 3D, che giri come se fossi dentro. Per le altre, se chi ci abita oggi è d’accordo, facciamo una videochiamata dalla casa, in italiano o in inglese, e ti mostriamo quello che chiedi di vedere: la luce, la vista, il bagno, le scale. Se firmi senza averla vista di persona, il verbale di consegna con le foto conta ancora di più (lo trovi più sotto).
Italiano e inglese, a voce e per iscritto. Il sito è anche in tedesco e in sloveno, ma se ci scrivi in una lingua diversa dall’italiano ti rispondiamo in inglese. Il contratto è un contratto italiano: prima della firma ti spieghiamo in inglese le clausole principali, e fa fede il testo italiano.
Non con un clic e non con un versamento: al primo passo non si paga niente e non si firma niente. Fra le persone interessate sceglie il proprietario, e noi gli presentiamo la tua candidatura in ordine. Il vantaggio vero è arrivare pronti: profilo fatto, date chiare, garanzie dette subito. E diffida di chiunque ti chieda soldi per tenerti una casa prima di averti fatto leggere il contratto.
Dipende da quanto resti e perché. Le formule sono queste:
Non devi saperlo prima: lo deduciamo dai tuoi tempi. Dal 2024 a oggi i nostri contratti d’affitto di casa sono stati transitori, 3+2 o foresterie; i 4+4 sono stati due.
Sì, con un contratto transitorio: a Trieste può durare anche un mese solo, purché ci sia un motivo temporaneo vero (vedi la domanda qui sotto). Dal 2024 a oggi il 15% dei nostri contratti è durato due mesi o meno. Non sono affitti per le vacanze: per un soggiorno turistico non siamo l’indirizzo giusto.
Uno di quelli previsti dagli accordi territoriali di Trieste: per il Comune oggi ne valgono due, quello del 14/12/2022, prorogato, e quello del 15/12/2025. Nell’accordo del 2025, per chi prende casa, i principali sono:
In tutti e due basta un motivo, anche solo del proprietario.
Si dimostra con un documento allegato al contratto (la lettera d’incarico, il contratto a termine, l’iscrizione al corso, il compromesso della casa nuova) oppure con una dichiarazione sostitutiva; per i motivi di salute si usa la dichiarazione, senza dettagli. Senza un motivo valido il transitorio non si può fare: lo chiariamo prima di cercare, non dopo.
Se sei iscritto a un corso di laurea o post laurea (master, dottorato, specializzazione, perfezionamento, anche Erasmus) in un comune diverso da quello di residenza, c’è il contratto per studenti universitari: da 6 mesi a 3 anni, rinnovabile alla prima scadenza, salvo una tua disdetta da mandare fra uno e tre mesi prima. Lo può firmare il singolo studente, un gruppo di studenti o un ente per il diritto allo studio. Se invece sei ricercatore, assegnista o visiting con un incarico a termine, la strada è il transitorio per lavoro.
Sì, se succede qualcosa di serio. La legge e i modelli di contratto parlano di «gravi motivi»: fatti nuovi, che non dipendono da te e che alla firma non potevi prevedere, come un trasferimento di lavoro. Il preavviso è scritto nel contratto, che leggi prima di firmare:
Il recesso si comunica per raccomandata, o per PEC se il contratto la prevede, indicando il motivo.
Il transitorio finisce alla data scritta, senza bisogno di disdetta. Se ti serve restare, diccelo due o tre mesi prima: con il proprietario si può fare un nuovo contratto, transitorio se c’è ancora un motivo temporaneo, oppure un 3+2. Il 3+2 e il 4+4, alla prima scadenza, si rinnovano da soli per due e per quattro anni, salvo i casi di disdetta previsti dalla legge.
Sì a tutte e due. Prima della firma ti mandiamo la bozza con canone, spese, deposito e preavviso, così hai il tempo di leggerla con calma e di farla vedere a chi vuoi. Dopo la firma, se il contratto dura più di 30 giorni, la registrazione all’Agenzia delle Entrate la seguiamo noi entro i 30 giorni di legge: le spese della pratica le paga il proprietario, a te resta solo la tua metà di imposta e bolli, quando ci sono. Ricevi la copia del contratto registrato. È il documento che ti serve per la residenza, per le utenze e per le detrazioni: un affitto non registrato non tutela nessuno, nemmeno te.
Dal 2024 a oggi, nei nostri contratti con privati il canone centrale è stato di 850 € al mese: metà dei contratti sta fra 700 e 1.100 €, otto su dieci fra 580 e 1.335 €. Sono canoni senza spese condominiali e utenze, che nei contratti stanno a parte. Nei contratti degli accordi territoriali (3+2, transitorio, studenti) il canone sta dentro valori pubblici, che dipendono da zona, superficie e dotazioni della casa: il calcolatore te li mostra. Quasi tutte le schede indicano il canone della casa.
Di solito, alla firma:
Dove la scheda ha il riquadro «Quanto costa entrare», fa il conto con i dati di quella casa, provvigione compresa; per il tuo caso c’è il calcolatore.
La provvigione si paga solo se il contratto si firma: profilo, visite e richieste non costano niente. Dipende dal contratto: nei transitori, da 1 a 18 mesi, è il 15% + IVA del canone dell’intero contratto, con un minimo di 400 € + IVA; nel 3+2 e nel 4+4 sono due mensilità + IVA. Prima della firma te la diciamo in euro, IVA compresa, e la scheda della casa la calcola già. La pratica di registrazione e, quando serve, l’attestazione di rispondenza all’accordo territoriale le seguiamo noi, e le loro spese le paga il proprietario: a te restano solo le imposte di legge, a metà, quando ci sono.
Tre voci; le spese condominiali e l’eventuale acconto per le utenze sono scritti nel contratto con la cifra:
Quando la scheda non indica le spese condominiali, chiedicele prima della visita.
Solo come è scritto nel contratto. Se il proprietario ha scelto la cedolare secca, come nella grande maggioranza dei nostri contratti con privati, l’aggiornamento ISTAT non si può chiedere per tutta la durata dell’opzione: il canone resta quello. Senza cedolare, nei contratti degli accordi territoriali (3+2, transitori, studenti) l’aggiornamento, se il contratto lo prevede, si chiede per iscritto una volta l’anno dal secondo anno, al massimo del 75% dell’inflazione ISTAT; in un 4+4 vale quello che dice il contratto. Un canone più alto di quello scritto e registrato non è dovuto.
Alla fine, quando riconsegni le chiavi: lo stato della casa e i contatori li verificate tu e il proprietario, e ti torna il deposito con gli interessi legali (nel 2026 l’1,60% l’anno), al netto di quello che è giusto trattenere. Per legge non può superare tre mensilità. Il proprietario può trattenere solo danni oltre il normale uso, spese o bollette non pagate e, se il contratto lo prevede, la pulizia quando la casa non torna in ordine. I conguagli che arrivano dopo, come quello del condominio, si chiudono come dice il contratto. Le foto della consegna sono la tua difesa migliore.
Sì. Quelle per chi è in affitto valgono con un contratto registrato, per la casa dove hai la residenza e abiti davvero; non si sommano, si sceglie la più favorevole:
Gli studenti universitari fuori sede, con l’università ad almeno 100 km e in un’altra provincia rispetto alla residenza, hanno invece il 19% su un canone di al massimo 2.633 € l’anno (fino a circa 500 € di detrazione), anche con un transitorio e anche se a detrarlo è il genitore che li ha a carico; non vale per master, dottorati e specializzazioni, sopra i 120.000 € di reddito si riduce, e il canone va pagato in modo tracciabile. Le detrazioni si chiedono nella dichiarazione dei redditi: il CAF o il commercialista le controllano sul tuo caso. Chi ha un ISEE basso e la residenza in regione da almeno due anni può chiedere invece il contributo affitti del Comune, sul canone dell’anno prima, con un bando ogni anno (non si somma alle detrazioni).
Al primo passo nessuno: bastano il profilo e qualche risposta (quando, quanto, chi abiterà, che lavoro fai, che garanzie puoi dare). I documenti servono dopo, quando il proprietario ha detto sì in linea di principio:
Non ti chiediamo religione, origini, salute o fatti privati: con un affitto non c’entrano. A chi non è cittadino dell’Unione europea, alla firma chiediamo anche il titolo con cui è in Italia (vedi la domanda su chi arriva dall’estero).
Spesso sì. Al proprietario interessa una cosa sola: che il canone sia pagato. Oltre alla busta paga funzionano:
Dillo subito nel profilo: così presentiamo bene la tua situazione al proprietario, che decide.
Due cose, da avviare presto:
Ti spieghiamo in inglese cosa serve e in che ordine.
Sì: è il contratto a uso foresteria, che l’azienda firma per i dipendenti o i collaboratori che manda a Trieste. Lo conosciamo bene: dal 2024 a oggi più di un nostro contratto su quattro è intestato a un’azienda. Ci servono i dati dell’azienda e i nomi di chi abiterà la casa; per una troupe o un gruppo di lavoro cerchiamo anche più case insieme.
Sì, se la casa diventa davvero la tua dimora abituale: per la legge la residenza è un fatto, il posto dove vivi, e non dipende dal tipo di contratto. Nel modulo del Comune di Trieste dichiari a che titolo abiti la casa: chi ha firmato il contratto ne indica la registrazione, chi vive con lui firma la stessa dichiarazione, e senza un titolo la residenza non si ottiene. Se il contratto è intestato alla tua azienda, chiedi prima all’Anagrafe quale documento accetta. La dichiarazione si fa entro 20 giorni dal trasloco, per mail, PEC, raccomandata o allo sportello (chi non è italiano allega i documenti che il modulo chiede); il Comune ti iscrive entro due giorni lavorativi e ha 45 giorni per i controlli. Attenzione se sei studente fuori sede: spostare la residenza a Trieste ti fa perdere la detrazione del 19%. Se per te la residenza è indispensabile (per un permesso o una pratica di cittadinanza), scrivilo nel profilo: lo diciamo al proprietario prima della visita.
Dipende dalla casa. Nei nostri transitori, quando il contratto parla di animali è per vietarli, e uno su tre vieta espressamente di fumare in casa. Ma non tutti i proprietari dicono di no. Scrivilo subito nel profilo (che animale, quanto grande): così lo chiediamo prima, e non perdi tempo con visite inutili. Il regolamento approvato dall’assemblea di condominio non può vietare di tenere animali domestici (art. 1138 del Codice civile): il sì o il no dipende dal proprietario, e lo scriviamo nel contratto.
Ospitare amici e familiari si può. Se una persona viene a vivere con te in modo stabile, dillo prima e fallo scrivere: i nostri contratti di solito vietano di cedere la casa, anche in parte, senza il consenso scritto del proprietario, e il numero di chi abita conta anche per le spese. Lo stesso vale per il subaffitto, della casa o di una stanza: i modelli di contratto che usiamo lo vietano salvo un accordo scritto, e nel transitorio e nel contratto per studenti la violazione può sciogliere il contratto. Se ospiti un cittadino non UE, entro 48 ore devi comunicarlo alla Questura: lo prevede la legge sull’immigrazione, e la registrazione del contratto non basta.
Per i contratti degli accordi territoriali (3+2, transitori, studenti) lo dice la tabella degli oneri accessori del decreto ministeriale del 16/01/2017; per gli altri valgono il Codice civile e il contratto, con la stessa regola di fondo:
Chi chiamare lo trovi nei contatti che ti lasciamo alla consegna: il proprietario, o noi se la casa la gestiamo noi. Per un lavoro che spetta al proprietario, avvisa prima di chiamare un tecnico: se no rischi di pagarlo tu.
Prima si firma, poi si entra. Alla consegna controlliamo insieme casa, arredi e contatori di luce, gas e acqua, con le letture, e ti lasciamo chiavi, istruzioni degli impianti e i contatti per le emergenze. Il nostro consiglio: fotografa ogni difetto, anche piccolo, e fallo scrivere nel verbale. Quello che non è scritto pesa su di te: senza una descrizione, la legge presume che tu abbia ricevuto la casa in buono stato (art. 1590 del Codice civile).
Con la disdetta per iscritto, nei tempi del contratto; il transitorio invece finisce da sé alla scadenza. All’uscita il giro della casa e la lettura dei contatori li fate tu e il proprietario, con il verbale e le foto della consegna, e ti torna il deposito. Per la riconsegna delle chiavi sentiamoci: siamo in Via Torino 34. Lascia la casa pulita e come l’hai trovata: in un transitorio su quattro dei nostri il contratto prevede una trattenuta per la pulizia, se non lo è.
Tra una, due o quattro settimane potremmo averlo — e se sei profilato, lo saprai per primo.